La Pietra di Apricena: Pietra o Marmo?

sfondo

Il termine marmo deriva dal verbo greco “marmàiro”, che significa  “risplendere”. Si indicano perciò comunemente come marmi tutte le rocce suscettibili di lucidatura e di impiego come materiale ornamentale e si estende questo termine ad una vasta gamma di rocce di origine diversa (magmatica, metamorfica e sedimentaria). Nell’ambito di questa ampia definizione, le proprietà fondamentali del marmo si differenziano in base al tipo ed alle dimensioni dei materiali presenti, i quali, a loro volta, condizionano la tenacità, la tessitura e gli effetti cromatici del marmo.

Il marmo di Apricena proviene dalle rocce calcaree che affiorano estesamente su tutto il territorio garganico. Per le buone caratteristiche fisico-meccaniche e le gradevoli tonalità cromatiche, il nostro marmo ha sempre trovato un largo impiego.

Caratteristiche mineralogico-petrografiche

La Pietra di Apricena appartiene alle rocce calcaree di origine detritica e biochimica i cui elementi principali sono i granuli ed il fango calcareo (micrite) associati ai mosaici cristallini di deposizione chimica (cemento). I granuli comprendono gli intraclasti, i fossili, le ooliti ed i pellets. Gli intraclasti sono formati da frammenti di fango calcareo litificato, eroso dal fondo marino e ridepositato. Le ooliti corrispondono a minute sfere calcitiche, a struttura concentrica o radiale, mentre i pellets sono aggregati di fango calcareo privi di struttura interna.

Le dimensioni dei minuti cristalli calcitici della micrite sono dell’ordine di 1-4 micron. La calcite spatica, che forma il cemento che occlude parzialmente gli interstizi tra le particelle detritiche, è viceversa rappresentata da cristalli di diametro superiore a 10 micron. Essa si forma per precipitazione chimica delle acque circolanti negli spazi intergranulari del sedimento.

marmo

Analisi dei materiali estratti

analisi

La Pietra di Apricena e del vicino centro marmifero di Poggio Imperiale è un calcare con tonalità cromatiche di fondo oscillanti dal beige all’avorio ed al rosato, con frequenti fifi lettature e venature, il più delle volte sottili e sinuose, come nell’ormai classico “Serpeggiante”. La produzione di cava, che ha avuto uno dei massimi gradienti di sviluppo nell’ambito della regione, si articola in una buona percentuale di blocchi da telaio e nella conseguente idoneità a porre sul mercato, oltre ai lavorati standard, manufatti di maggiore dimensione, come quelli per rivestimenti esterni, scale e contorni.

La Pietra di Apricena evidenzia caratteri strutturali e cromatici alquanto variabili, che sono tipici del processo sedimentario di formazione degli strati e delle modalità diagenetiche e delle sollecitazioni tettoniche che le hanno interessate, rendendo opportuna una selezione critica del prodotto in funzione delle necessità di omogeneizzazione.